Oggi condivido con voi un estratto speciale di Federica Amalfitano.
ESTRATTO
«I just want you for my own, more than you could ever know, make my wish come true. All I want for Christmas is yo…»
La mia scarpa numero 46 centra in pieno la radio che ha già ripetuto questa dannata canzone un centinaio di volte oggi. Non posso sopportare un’altra esibizione di questa melodia del cazzo!
Siamo nel mese più freddo dell’anno, nonché il più ipocrita: dicembre. Un periodo in cui la gente si trasforma, come se un incantesimo la colpisse, decidendo all’improvviso di essere più buona, più caritatevole, più malleabile. Puah! Tutte stronzate!
«Paul, che accidenti hai combinato?» mi riprende mio figlio Ty, mentre osserva incredulo i resti dell’aggeggio musicale.
Se lo rigira tra le mani, come se fosse un pezzo di un puzzle che non riesce a incastrare.
Sì, ammetto di averci messo troppa irruenza nel lanciare la mia scarpa da ginnastica, e forse ho anche forato una delle casse.
«Eddie e Maggie ce l’avevano regalato per il matrimonio. Ellen si infurierà, oh se si infurierà! E non ti permetterà di vedere il tuo adorato nipotino» continua a minacciarmi il moccioso, gli occhi spalancati.
Alzo le spalle, fingendo indifferenza, ma so che quella mezza psicopatica della moglie sarebbe capace di negarmi la possibilità di stare con il piccolo Tom.
Thomas Kean.
Lo stesso nome di mio fratello, morto dieci anni fa a causa della lotta contro i Verdana. Il pensiero mi colpisce come un pugno nello stomaco.
Non mi credevo capace di provare sentimenti, eppure a volte la mancanza del Capo Alpha dei Kean si fa sentire come un’eco lontano. I suoi modi burberi, i rimproveri, le manie di protezione nei confronti del clan.
Il piccolo Tom mi ricorda tanto lui, in alcune espressioni. Ma per il resto è una miniatura di me: capelli neri, occhi grigi, e un’inclinazione naturale a evitare il contatto umano.
Thomas non si fida di nessuno. Gli unici a poter vantare le sue attenzioni siamo io, Ty ed Ellen.
«Mi spieghi perché?» mi chiede alzando la radio distrutta.
«Non gradivo la canzone» rispondo accendendomi una sigaretta.
«E non potevi semplicemente cambiare stazione?»
Faccio un tiro e sbuffo un cerchio di fumo, cercando di dare l’impressione di essere completamente a mio agio. «Non ci ho pensato».
La sua espressione è quasi comica, un misto tra incredulità e sfida. «Non ci hai pensato… ma hai ben pensato di sfasciarla, giusto?»
«Senti, ragazzino, non la tirare per le lunghe. Ve ne comprerò una nuova, d’accordo? Ve la incarterò con una di quelle fantasie vomitevoli e vi ficcherò il pacco sotto quell’enorme albero di pino che avete decorato in un modo così sobrio, nemmeno fosse una drag queen, ok?» borbotto, spegnendo la sigaretta dopo nemmeno tre tiri.
Scuote la testa, rassegnato. Sa che è inutile cercare di farmi ragionare.
«Come vuoi» dice alzando le mani in segno di resa. «La mamma arriverà per il 24, giusto in tempo per la cena della vigilia. Pensi di unirti a noi quest’anno? Sai quanto Ellen ci tiene a queste cose. Se non lo vuoi fare per noi, fallo almeno per il piccolo. È il suo primo Natale».
Ogni volta che devono chiedermi qualcosa a cui sanno che direi di no, ecco spuntare quel marmocchio che usano come scudo.
«Ci penserò» rispondo, senza dargli troppe speranze.
I lupi mannari non sono soliti festeggiare il Natale. Anche se ormai sono anni che siamo perfettamente integrati nella società degli esseri umani, per alcuni clan le nostre usanze e tradizioni sono rimaste vive.
La mia famiglia, ad esempio, festeggiava il Vetrablót, il passaggio dall’estate all’inverno, l’inizio di un nuovo anno. Un rito per ringraziare per la buona stagione e chiedere protezione contro l’inverno rigido. A Toomhill, la cittadina dove sono nato e cresciuto, le cime del monte Pao erano innevate per oltre sei mesi l’anno. Ricordo ancora l’aria fresca e frizzante, pervasa dal profumo di pino e di legna ardente, e il suono dei ruscelli che scorrevano lungo le pendici delle montagne. Le stagioni sembravano seguire un ritmo diverso da quelle di Florence: l’inverno lungo e avvolgente, mentre l’estate breve ma intensa, con il sole che illuminava la neve.
La nostra tradizione si svolgeva con la luna crescente, onorava gli spiriti ancestrali e ricordava gli antenati e gli amici defunti.
L’odore della carne degli animali sacrificati, il sangue che mia madre cospargeva sulle pareti della grotta ai piedi del monte, dove si svolgevano i rituali propiziatori, sono ricordi che conservo gelosamente.
I licantropi moderni non sanno assolutamente nulla di tutto questo e pretendono che io, Paul Kean, festeggi il Natale!
Mai e poi mai mi farò ricattare da questi due mocciosi!
PRESENTAZIONE
Chi sono
Sono Federica, una trent… (e non stiamo qui a sottolineare l’età che non interessa a nessuno XD), sono nata a Ischia, laureata in Scienze Biotecnologiche per la Salute all’Università degli Studi di Napoli Federico II e lavoro in un laboratorio.
La mia passione per la lettura ha fatto sì che nascesse un blog Gli Occhi del Lupo che si occupa, a titolo gratuito, di recensioni dei libri, novità in libreria e, soprattutto, cerca di dare una mano agli autori emergenti che vogliono farsi conoscere ai lettori.
Ho pubblicato diversi libri sia con casa editrice sia in self. Inoltre in questi anni ho seguito due corsi con l’Agenzia Saper Scrivere di Diego Di Dio diventando Correttore di Bozze e Editor. Nel 2024, invece, ho seguito un corso di formazione di Comunicazione e Ufficio Stampa presso l’Università degli Studi Guglielmo Marconi. Ho collaborato con la Dark Abyss Edizioni come cdb e con la Collana Starlight come valutatrice di manoscritti e cdb e, al momento, come freelance.
Presentazione del libro
Per chi conosce Paul Kean, sa che è un personaggio unico, un licantropo che non ha peli sulla lingua e una vita segnata da segreti, passati oscuri e una dose di cinismo che non passa inosservata. Ma cosa accade quando la sua storia si intreccia con il Natale?
In questa novella natalizia, il Natale non è solo una festa di luci e regali, ma un’opportunità per scoprire un lato più nascosto di Paul. Un lato che, forse, non ha mai mostrato prima.
Tra magia, rivelazioni inaspettate e, ovviamente, il suo carattere grintoso e indomito, Paul Kean si troverà a fronteggiare il Natale in un modo che nessuno potrebbe immaginare. Riuscirà a lasciarsi andare, anche solo per un istante, e a farsi scoprire in una nuova luce?