È successo: martedì 13 gennaio 2026 segna una data storica per gli amanti delle grandi storie in Italia. HBO Max ha finalmente debuttato nel nostro Paese, portando con sé quel catalogo che ha ridefinito il concetto stesso di "serie TV".
Nel panorama ormai sovraffollato delle piattaforme streaming, la domanda sorge spontanea: ha davvero senso aggiungere un altro tassello alla spesa mensile? Tra aumenti di listino e cataloghi dispersivi, il rischio di pagare per "non sapere cosa guardare" è altissimo.
Tuttavia, la recente integrazione di HBO (Warner Bros. Discovery/Max) come "channel" all’interno di Amazon Prime Video ha rimescolato le carte, riportando sotto i riflettori il catalogo che, di fatto, ha inventato la serialità moderna.
Per comodità, molti di noi (me compresa) hanno scelto di attivarlo come "channel" su Amazon Prime Video, ma la sostanza non cambia: la qualità è arrivata in massa.
Il listino: quanto costa la qualità?
Per chi è già cliente Prime, l’accesso al canale ha un prezzo d’ingresso di 5,99 € al mese. Esistono diverse varianti di abbonamento in base alla risoluzione e alla presenza o meno di pubblicità, ma la quota base è già sufficiente per immergersi in un archivio che non è semplice intrattenimento, ma vera e propria letteratura visiva.
In un’epoca di "fast-content", HBO resta una garanzia di storie che restano addosso. Ma da dove iniziare (o cosa riguardare)?
Non solo nostalgia: La "Nuova" HBO
Sebbene i classici siano il cuore pulsante, HBO Max è tutto meno che un museo. Il catalogo moderno è vibrante e include produzioni che stanno dominando le conversazioni attuali:
The White Lotus: Una satira sociale affilata, disturbante e visivamente splendida. Ogni stagione è un viaggio (letterale e psicologico) nei vizi dell'élite.
The Pitt: La nuova serie medical con Noah Wyle che sta già facendo parlare di sé per il realismo e l'intensità narrativa (e che è già stata rinnovata!).
Industry: Se cercate l'adrenalina spietata dell'alta finanza londinese, questa è la serie definitiva. Cruda, cinica e modernissima.
A Knight of the Seven Kingdoms: Per i fan di Westeros, il nuovo spin-off di Game of Thrones è la dimostrazione che l'universo di Martin ha ancora moltissimo da dire.
Cosa guardare: I Classici che hanno fatto la storia
Se amate le grandi narrazioni, il ritorno ai pilastri degli anni '90 e 2000 è quasi un atto d'obbligo. Ecco tre titoli che giustificano, da soli, l'abbonamento:
I Soprano: Dimenticate i cliché sui gangster. Questa è un'analisi psicologica profonda sulla famiglia, sulla depressione e sul declino del Sogno Americano. È il "Grande Romanzo Americano" trasportato sul piccolo schermo.
Sex and the City: Spesso liquidata ingiustamente come una serie frivola, è in realtà un documento storico prezioso sulla New York pre-11 settembre e sulla ricerca dell'indipendenza femminile. Un’indagine sociale mascherata da commedia brillante.
True Blood: Per gli amanti del genere horror/fantasy. Qui il soprannaturale è una cruda metafora delle minoranze e delle tensioni sociali. È carnale, provocatorio e coraggioso, anni luce lontano dai soliti teen-drama sui vampiri.
Verdetto: Conviene davvero?
Per quanto mi riguarda, la risposta è sì. Mentre molti competitor puntano sulla quantità estrema per trattenere l’utente, HBO continua a scommettere sulla forza della scrittura e della regia.
Sia che lo usiate per scoprire la nuova ossessione seriale come The Pitt, sia che vogliate finalmente capire perché tutti parlano de I Soprano, questo è un investimento in "storie fatte bene".
Avere a disposizione queste pietre miliari con la comodità dell'interfaccia Amazon, al costo di un paio di caffè al mese, è un investimento in cultura pop di alto livello. È la scelta di chi preferisce una singola "storia fatta bene" a dieci titoli dimenticabili.
Prossimamente sul blog: Analizzeremo una delle figure più controverse di Manhattan. Sex and the City: Mr. Big è davvero il cattivo della storia? Cercheremo di capire se il suo essere "Big" era un limite caratteriale o solo un problema di prospettiva di Carrie. Non mancate!