Titolo: Angel
Autore: Manila Alba
Editore: Self Publishing
Genere: Young adult fantasy-music romance
Pagine: 314
Autoconclusivo
Trama
Poco fuori Rhêmes-Notre-Dame sorge un'antica villa di cui nessuno vuole parlare. Gli abitanti non pronunciano nemmeno il nome del suo proprietario da anni.
Febe è una giovane sognatrice il cui cuore è preso solo dalla musica e dal suo violoncello ed è stranamente affascinata dalla villa del mistero. Una sera di primavera le sembra di scorgere una figura alla finestra…
Sarà vero o è stata un'illusione?
La sola cosa certa è che da quel momento la sua vita prende una strana piega.
"Sono un abominio. Lei è quanto di più sbagliato possa desiderare. Quella ragazza è la luce, io nascondo dentro di me il male più profondo. Non dovremmo mai avvicinarci. Mai. Anche se è la mia sola e unica possibilità di salvezza"
La musica li unisce, la sua natura li divide. Il loro è un amore impossibile.
Se solo Angel non avesse catturato l'anima e il cuore di Febe.
"Nessuno suona come lui. Nessun essere umano… suona come Angel"
Anche l'essere più malvagio può provare amore e Angel dovrà andare contro ogni regola per averla, proprio come in un Canone Inverso.
RECENSIONE
E' la prima volta che mi accosto ad un romanzo di Manila Alba e, nonostante il genere fantasy non sia propriamente nelle mie corde, il suo romanzo così romantico, sentimentale, ma altrettanto ricco di mistero, di musica e di incanto, mi ha decisamente conquistata. Il primo approccio tra i due protagonisti, Febe e Angel, è veramente insolito. Si incontrano per caso e dal primo momento in cui i loro sguardi si incastrano, entrambi capiscono che nulla, potrà mai essere come prima. Siete convinte sia la solita prassi? Che sia il solito cliché? E invece no! Vi state sbagliando di grosso. Siete completamente fuori strada. Esiste molto di più dietro a questo inizio che ha lo shoccante sapore della predestinazione, della fatalità e dell'inevitabile. Celata dietro a questa coincidenza che nulla ha di consueto e che ha il potere di sconvolgere profondamente le loro vite e di conseguenza, tutta la loro realtà, si nasconde una possibilità di salvezza o al contrario, una condanna di perdizione… ma per chi? Chi tra Febe e Angel rischia di più? In realtà entrambi ma, coraggiosi come soltanto due anime che si amano sanno esserlo, sapranno mettere in campo ogni loro risorsa per avere la meglio su ciò che è oramai, è da considerarsi un sinistro, ineluttabile ed indissolubile disegno del destino. C'è veramente tanto da raccontare su questo romanzo, così ricco di suspense, mistero e sentimento, ma ciò che sono Angel e Febe l'uno per l'altra e ciò che è la loro storia, così pregna di sfaccettature ed eventi, dalle mille sfumature e melodie, lo dovrete scoprire soltanto attraverso la lettura. Io vi regalo la mia personale ed entusiasta opinione, ma il resto tocca a voi!
Ammettetelo, chi di voi non ha mai sognato di fare un incontro talmente destabilizzante e sconvolgente, ma al tempo stesso così incredibilmente giusto e perfetto, da essere indimenticabile? Quante volte abbiamo desiderato essere al posto delle eroine dei nostri romanzi preferiti, per vivere la magia del loro primo incontro? Ed è questo che penserete quando leggerete di Febe e Angel. Febe è una ragazza all'apparenza normale, ma che nutre una grande passione per la musica e per il violoncello, ereditato dal padre. Abita in un piccolo centro con un centinaio di abitanti, in Valle d'Aosta la una regione attraversata da un reticolo di catene montuose e da altrettante vallate. La sua casa sembra quella delle fiabe, minuscola e graziosa, circondata da un ampio e curatissimo giardino, grazie alle cure amorevoli della zia con la quale vive, da quando i suoi genitori sono morti.
Febe è una ragazza di appena 20 anni. Ha tanta fantasia ed è una grande sognatrice, al punto da aver sempre immaginato il luogo in cui vive, come una terra di confine, che si affaccia su un altro mondo. Ama portare a passeggio la sua cagnolina, che ha il vizio di seguirla ovunque, ed è per questo che ha deciso di chiamarla Ombra. Il loro solito percorso si snoda per le stradine umide e profumate di verde e di montagna, caratteristiche del paese dove abita, che molte volte odia perché troppo piccolo e sperduto, ma tante invece ama, per i suoi sentieri che si perdono nella natura e nel silenzio. La meta preferita delle loro passeggiate solitarie è la strada che porta ad un'antica e bellissima villa, che si erge nella parte più isolata del paese. E' disabitata da diverso tempo e Febe, vittima della propria immaginazione, l'ha sempre considerata "magica", per la strana nube che l'avvolge e che trasuda fascino, segreti e mistero. Un giorno come tanti, proprio nei pressi di questa villa fatata che diventerà uno dei punti nevralgici della storia, incontra un ragazzo singolare e poco più grande di lei, che sa intrigarla ed incuriosirla, come nessun'altro ha mai fatto prima.
Seduto su un tronco nel bosco e in un tardo pomeriggio dopo le lezioni al Conservatorio, Febe incontra Angel e, da quel giorno in poi, nella loro vita tutto cambia. E' un ragazzo bellissimo, molto alto, dal fisico definito e slanciato che a Febe ricorda tanto un Elfo
"«Mi dispiace, il mio cane è…» le parole mi muoiono in gola, quando lui alza la testa. Lo guardo e rimango incantata. È di un biondo quasi bianco, candido come la neve mai calpestata d'inverno. Ha un ciuffo più lungo che gli copre metà del volto. I suoi occhi hanno un taglio leggermente allungato e sono di un colore indefinibile. Vanno dall'azzurro a un grigio ghiaccio. Mai visti occhi di quel colore."
Gli occhi di Angel hanno un colore particolare, ed emanano un magnetismo ipnotico. Impossibile per Febe, evitare di rimanere incantata di fronte al suo viso, al suo sorriso luminoso, all'aspetto schivo e alla sua fisicità carismatica ed annichilente. Anche se le parole che scambiano sono poche, sono comunque sufficienti per alimentare la curiosità reciproca e obbligarli a ritrovarsi ogni giorno, in un appuntamento che nessuno dei due ha mai stabilito. Si cercano e si trovano, tutti i pomeriggi alla stessa ora e nello stesso luogo, per scoprire con il passare del tempo, le molte affinità che condividono, anche se sono incredibilmente diversi, ma così terribilmente giusti insieme. Ma sarà veramente così? Oppure esiste un qualcosa di innaturale e contro natura che, come una nebbia impalpabile si insinua fino a racchiudere le loro vite in un limbo, che assume sempre di più le sembianze di una minaccia inevitabile? Chi è veramente Angel?
Per tutta la prima parte del libro, si percepisce una preoccupazione, un'angoscia e un turbamento che, strisciando tra le parole, stringe il lettore nella sua morsa implacabile. E' inevitabile nutrire dei sospetti riguardo alla vera natura di Angel, ma lui è esattamente così come appare. Autentico e vero, struggente nella sua malinconia e nella sua sofferenza, che lo costringe in una solitudine che mal tollera. Allo stesso modo, per sua natura e a causa della stessa e della propria unicità, appare troppo abile nell'affascinare e nel conquistare. Sovente nelle frasi sibilline che pronuncia, lascia cadere dei suggerimenti, per far comprendere chi è, ma non è mai nulla di troppo concreto. Offre degli assaggi, delle mollichine, che riescono ad incuriosire e a catturare l'attenzione, ma sono soltanto degli accenni, troppo scarni per poter chiarire ogni cosa. La verità è, che per quanto Angel risulti tremendamente carismatico ed intrigante, sa destare non poche perplessità riguardo al proprio modo d'essere. C'è un enigma che prende spazio, ma che ancora non può essere svelato. Esso affiora di continuo ma, per quanto sia soltanto un sospetto, conferma quanto Angel possa rivelarsi pericoloso, soprattutto per Febe.
«Devi metterla in guardia, proteggerla. Ha bisogno di sapere la verità, Angel» mi dice Giosiah, poggiando una mano sulla mia spalla, «non c'è più tempo.»
Un segreto cela la verità che viene fuori a spizzichi lungo il racconto. Angel è un enigma, ed è avvolto in un'aura che racchiude un'incognita. Un momento si avvicina ad un passo da svelare tutto, per poi un attimo dopo, allontanarsi. Questo suo continuo darsi, per poi negarsi, riesce a gonfiare fino all'estremo l'interesse nei suoi confronti, mentre mille domande sempre più impellenti prendono il loro spazio nella mente di chi legge. La curiosità morde il freno e volenti o no, obbliga a proseguire la lettura, per saperne sempre di più.
Questo è un merito di Manila Alba che sa creare con una scrittura fluida, leggera ed incalzante, la perfetta suspense. Ci avvolge e ci trascina, sempre più in profondità negli abissi e in scenari ora immaginari mentre altri più reali, che rappresentano gli estremi dentro i quali si dibatte la stessa storia. Ci conduce in un mondo a sé, dove il protagonista, così bello, algido e sofferto, così sovrannaturale ma altrettanto umano, abilmente tira i fili della nostra curiosità, divertendosi a confondere le acque, annebbiare le percezioni, fino ad indurci a sprofondare in un punto di non ritorno, che si alimenta proprio per colpa o per merito di quell'incognita impazzita di nome Angel.
«Sei tu la Luce che cercavo, l'unica che può rischiarare la mia oscurità. Non ti lascerò, Febe, qualsiasi cosa succeda tornerò sempre da te.» «Promettimelo.» «Te lo prometto.»
Arrivati ad un certo punto, ecco che la bolla nella quale siamo caduti, improvvisamente esplode, scoprendo le carte e condannandoci a sprofondare nell'oscurità. Il bellissimo Angel, così desiderabile, sexy, perfetto, unico, dalle movenze lente e ferine, possiede un lato buio. È tanto seducente quanto sconvolgente. È tanto angelico quanto diabolico. E' tanto insolito quanto straordinario. È un essere che ha dentro di sé entrambe le facce della stessa medaglia, pertanto addentrandosi ancora di più nel racconto, arriva il momento di scoprire ogni cosa, anche quel lato di Angel così terribilmente intenso, possessivo, sentimentale e romantico che sa sconvolgere e rapire completamente, anche le lettrici più scettiche.
Le stringo le braccia intorno alla vita e accosto la mia bocca al suo orecchio. «Ti amo» le sussurro in modo del tutto naturale. Le sue dita hanno una piccolissima esitazione, ma continua a suonare. Il brano giunge al termine e c'è solo silenzio. «Ti amo anch'io» dice, senza girarsi. "
La musica per Angel e Febe rappresenta un modo di comunicare, ma anche un linguaggio e uno sfogo. È uno spazio in cui si sentono vivi, dove finalmente possono essere loro stessi, autenticamente, senza inganni, timori e schermature. La musica è il loro mondo e la loro passione, ed è un qualcosa che li unisce profondamente, nonostante le loro tante diversità. Trovano nelle note la maniera ottimale per esprimersi e, attraverso la musica riescono ad evadere dalle loro reciproche realtà, per molti versi tormentate e difficili, soprattutto quella di Angel. Sono due giovani che hanno trovato nelle note, il sistema per addormentare i loro tormenti, per vincere il vuoto, le mancanze e la solitudine, che conservano nella parte più intima. In questo Angel e Febe sono simili. Seguendo gli spartiti e suonando i loro strumenti, si incontrano in un'altra dimensione, dove esiste un'armonia universale, una melodia che coinvolge ed avvolge ogni cosa, la mente, l'anima ed il cuore. Tutti i loro sensi sono sollecitati, mentre una magica frequenza li inebria, li rapisce e li trasporta in un universo tutto loro, dove esistono soltanto e semplicemente due esseri, che si chiamano Angel e Febe
"Le sue dita vibrano sulle corde, come vibra il mio cuore mentre l'ascolta ed è come se la stanza diventasse il fulcro di un pianeta diverso, che è solo nostro. Un posto irraggiungibile, dove nulla può toccarci, crea una magia perfetta, il tempo e lo spazio sono scomparsi."
La melodia sprigionata dalle loro anime, trova il modo di amalgamarsi, al di là di ciò che sono e appaiono. Nonostante Angel non sia ciò che dovrebbe essere. Ma questo non ha importanza, perché le anime non sono altro che frequenze e vibrazioni. Per quanto possano essere strane o sbagliate, perché derivano da mescolanze inconcepibili e hanno origini e caratteristiche che appartengono a mondi paralleli o a regni sommersi, che si toccano soltanto negli incubi, nulla di irreparabile, se esiste la maniera di comunicare. Esseri di altri mondi possono generare soggetti tanto magnifici quanto complessi ed enigmatici, spesso in preda a lotte interiori, complicate e ingestibili, che non è possibile capire fino in fondo. Febe attraverso la musica riesce a comprendere Angel e lui dal canto suo, non può opporsi a quella forza ingestibile che lo trascina verso questa ragazza che rappresenta quell'incanto, quel destino e quel turbamento, che stava aspettando
«Non eri tu che stavi aspettando me» le ricordo le parole che mi ha detto la prima volta che abbiamo fatto l'amore, «ero io che avevo bisogno di trovarti. (…)»
È una storia romanticissima dove la bellezza della musica riesce a fondersi con i vari passaggi della storia. Sono due ragazzi che non potrebbero amarsi, ma nonostante questo lo fanno, a dispetto di tutto e tutti. Sono un po'come due novelli Romeo e Giulietta che si amano, pur appartenendo a due fazioni contrapposte. Lui è l'oscurità, mentre lei è la sua luce. Lui è l'ombra mentre lei è la luminosità. L'eterno gioco tra il bene e il male, dove non può esistere l'uno senza l'altra. Impossibile non rimanere incantati nei momenti in cui la melodia esce dalle pagine fino ad arrivare a sfiorare il cuore, anche di chi legge. È un romanzo che racconta di sentimenti purissimi e di note sublimi che non hanno tempo. Si percepisce l'amore dell'autrice per la musica classica, sia quella antica che moderna, dei compositori contemporanei. Questo è ciò che sa rendere la storia di Febe e Angel ancora più bella, perché la arricchisce di vibrazioni, frequenze, melodie e sfumature, come carezze che sanno tenere in sospeso i loro cuori e anche i nostri, in una bolla senza tempo
"Sento la musica risuonare dentro di me attraverso lei, dentro le vene, nel sangue, facendo divampare il fuoco che mi porto dentro. È come un concerto, una dichiarazione d'amore fatta attraverso le note. "
La parte finale è quella più dinamica, nella quale l'autrice dimostra grande abilità nel saper descrivere anche i momenti in cui si verifica un combattimento. Angel si trasforma in un lottatore, agile e flessibile, abile con il pugnale e nel corpo a corpo, dove i movimenti, i gesti e le reazioni risultano efficaci e veritieri. I tempi sono giusti, i dialoghi sono coerenti e in sintonia con ciò che succede. Questa parte mi è piaciuta particolarmente, ed è stata la ciliegina sulla torta, perché oltre al sentimento, al mistero, al romanticismo e alla passione, adoro anche leggere l'azione. Quando la scopro tra le pagine di un romanzo, ne sono entusiasta, soprattutto se le scene sono abilmente strutturate e ben inserite nella trama, in modo da apparire consequenziali, lineari, logiche e congruenti in ogni loro parte.
Una lettura insolita che ha saputo conquistarmi ed emozionarmi per tanti motivi diversi. Lui, Angel un personaggio magnifico. Il suo destino, l'attesa, la lotta, la complicità e l'amore. Una lettura che consiglio soprattutto a chi ama il fantasy ma anche a chi legge i romance, perché è un romanzo che si fa veramente amare in ogni suo aspetto, grazie a quella sfumatura di insolito, di originale e diverso che è quel "di più" che tanto piace. Le atmosfere del fantasy si arricchiscono di magia grazie alla musica, che diventa una realtà a parte, che non ha confini e che lega indissolubilmente i due protagonisti, che trovano in essa la possibilità di fondersi in maniera intensa. La sensazione che si prova leggendo questo romanzo, è quella di sentire realmente la musica, perché le note e la melodia sono una parte importante delle scene più toccanti e riescono a regalare maggiore trasporto, sollecitando ancora più l'emozione. La musica crea un'atmosfera che rapisce il cuore esattamente come lo fa l'amore che sboccia tra i due giovani protagonisti, che rappresentano l'una la salvezza dell'altro e viceversa. Grazie alla forza del loro sentimento sanno abbattere ogni barriera, anche quella dell'impossibile. Per finire, questo romanzo possiede anche un messaggio che si cela tra le righe e che ricorda l'importanza di non cedere di fronte ai pregiudizi, perché ciò che appare non sempre è ciò che sembra: "Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi" (Antoine de Saint-Exupéry)
Concludo la mia recensione salutandovi con questo ultimo estratto, che racchiude tutto. Vi rinnovo il mio invito alla lettura di Angel, per intraprendere un viaggio tra i mondi e per tuffarsi nel mistero di un'anima tanto bella e affascinate, quanto struggente
"Ma credimi quando ti dico che in fondo all'anima io ho sempre saputo che non eri solo quello che riuscivo a vedere in superficie. Ho sempre pensato che fossi speciale. E adesso lo so per certo.» Le sue parole mi si annodano nel petto. «(…) Credo di averti amato fin dalla prima volta che ti ho incontrato nel bosco, Angel. Non c'è nulla che può cambiare questa cosa.»"
Cristina Pisano
Ringraziamo l'autrice per la copia ARC